La storia continua
E nel 1962 per la prima volta la Fiera Campionaria di Milano registra una nuova categoria di prodotti: i distributori automatici.
"Il futuro è già cominciato", e questo futuro non può essere tale senza un distributore automatico che risolva il problema della bevanda più tipicamente italiana: il caffè espresso.
Nel 1962-63 comincia a pensarci la Velo Bianchi mettendo a punto una serie di apparecchi che di fatto consentono alle prime imprese di gestione di affrontare il mercato in modo più adeguato. Tra queste a Milano è subito pronta la Canteen Italiana, nata negli anni '60 con il supporto della sua omonima azienda statunitense, reduce dalle sue prime esperienze di gestione fatte con cinquecento apparecchi americani per solubili importate dalla Velo Bianchi; l'arrivo dell'espresso la trova quindi già preparata e il suo responsabile, può veramente far decollare i primi distributori di espresso nell'hinterland milanese.
Alla Canteen seguono a ruota altre imprese, ma il distributore automatico di caffè espresso si afferma definitivamente quando Carlo Emesto Valente (gran patron della Faema, nel bar già sinonimo di caffè espresso) viene anche lui contagiato dalla potenzialità della distribuzione automatica. Nel 1963 dalla fabbrica di via Ventura esce la prima macchina rossa, che Valente battezza con la sigla E61 e che subito si impone come l'apparecchio di riferimento di un mercato che consente buoni risultati grazie al prezzo delle somministrazioni a 50 lire, quando al bar è ancora fermo a 40 lire.
Valente intuisce subito che è fondamentale occupare al più presto la maggior parte di questo mercato ancora vergine, e non trovando sempre con chi realizzare questa occupazione, mette in piedi una serie di proprie. I risultati ottenuti da Faema provocano anche la nascita di molte gestioni indipendenti.
Coca-Cola da una parte e le imprese di gestione dall'altra, si trovano quindi ad aver inventato "la pausa che ristora" in un paese che sta vivendo un periodo di grande crescita.
Inflazione sotto controllo e operosità della nostra gente favoriscono la competitività delle imprese, l'occupazione è a livelli record, dopo gli anni della depressione economica anche il reddito pro capite comincia a creare condizioni per una disponibilità verso beni di consumo non primari.
La distribuzione automatica sembra quindi confermare lo stato di grazia dell'azienda Italia, capace con la propria fantasia e con il proprio impegno di lanciare nuove opportunità imprenditoriali di successo e sulla scia dei positivi risultati di Faema e di Velo Bianchi, altri nomi nuovi o già affermati si propongono come costruttori di distributori di caffè espresso.
Nel 1968 si registrano due fatti che influenzeranno la storia degli anni successivi. Valente lancia la liofaemina (una macchina per i liofilizzati) e a Schio la Fas realizza il primo prototipo di distributore per snack.
"Il futuro è già cominciato", e questo futuro non può essere tale senza un distributore automatico che risolva il problema della bevanda più tipicamente italiana: il caffè espresso.
Nel 1962-63 comincia a pensarci la Velo Bianchi mettendo a punto una serie di apparecchi che di fatto consentono alle prime imprese di gestione di affrontare il mercato in modo più adeguato. Tra queste a Milano è subito pronta la Canteen Italiana, nata negli anni '60 con il supporto della sua omonima azienda statunitense, reduce dalle sue prime esperienze di gestione fatte con cinquecento apparecchi americani per solubili importate dalla Velo Bianchi; l'arrivo dell'espresso la trova quindi già preparata e il suo responsabile, può veramente far decollare i primi distributori di espresso nell'hinterland milanese.
Alla Canteen seguono a ruota altre imprese, ma il distributore automatico di caffè espresso si afferma definitivamente quando Carlo Emesto Valente (gran patron della Faema, nel bar già sinonimo di caffè espresso) viene anche lui contagiato dalla potenzialità della distribuzione automatica. Nel 1963 dalla fabbrica di via Ventura esce la prima macchina rossa, che Valente battezza con la sigla E61 e che subito si impone come l'apparecchio di riferimento di un mercato che consente buoni risultati grazie al prezzo delle somministrazioni a 50 lire, quando al bar è ancora fermo a 40 lire.
Valente intuisce subito che è fondamentale occupare al più presto la maggior parte di questo mercato ancora vergine, e non trovando sempre con chi realizzare questa occupazione, mette in piedi una serie di proprie. I risultati ottenuti da Faema provocano anche la nascita di molte gestioni indipendenti.
Coca-Cola da una parte e le imprese di gestione dall'altra, si trovano quindi ad aver inventato "la pausa che ristora" in un paese che sta vivendo un periodo di grande crescita.
Inflazione sotto controllo e operosità della nostra gente favoriscono la competitività delle imprese, l'occupazione è a livelli record, dopo gli anni della depressione economica anche il reddito pro capite comincia a creare condizioni per una disponibilità verso beni di consumo non primari.
La distribuzione automatica sembra quindi confermare lo stato di grazia dell'azienda Italia, capace con la propria fantasia e con il proprio impegno di lanciare nuove opportunità imprenditoriali di successo e sulla scia dei positivi risultati di Faema e di Velo Bianchi, altri nomi nuovi o già affermati si propongono come costruttori di distributori di caffè espresso.
Nel 1968 si registrano due fatti che influenzeranno la storia degli anni successivi. Valente lancia la liofaemina (una macchina per i liofilizzati) e a Schio la Fas realizza il primo prototipo di distributore per snack.
